Niulinx nasce con 38 milioni di euro e circa sessanta persone tra ingegneri e data scientist. È lo spin-off del gruppo AIDA del Politecnico di Milano, che da anni studia sistemi di guida autonoma e ha già portato un progetto pilota sulle strade di Brescia.

A guidarlo è Luca Foresti, manager che ha trascorso oltre quattordici anni alla testa del Centro Medico Santagostino. Il suo compito è trasformare ricerca, prototipi e competenze universitarie in un’azienda capace di vendere e ottenere omologazioni in Europa.

Un’auto che arriva e poi riparte

Il modello immaginato da Niulinx è diverso dal robotaxi puro. L’utente prenota un veicolo, l’auto raggiunge il punto di ritiro autonomamente, viene guidata dalla persona durante il viaggio e poi riparte da sola verso un altro cliente o una stazione di ricarica.

La tecnologia copre percezione, pianificazione, controllo del veicolo e gestione remota della flotta. Niulinx non vuole gestire direttamente tutte le auto: il piano prevede accordi con operatori locali, partendo dalla Germania.

Il mestiere del founder dopo la ricerca

A2A e CDP Venture Capital investono 10 milioni ciascuna. Partecipano anche Ferrovie dello Stato, Pirelli, VC Partners, MOST, Fondazione ICO Falck e investitori individuali con esperienza nel settore.

Il capitale finanzierà il completamento dello stack, l’omologazione europea e l’espansione oltre cento persone. Foresti parte con una dotazione rara per una nuova società italiana, ma anche con un costo industriale alto e una regolazione che non ammette scorciatoie.

Fonte consultata

Wired Italia — intervista a Luca Foresti

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