Bending Spoons ha raccolto 710 milioni di dollari in equity con una valutazione pre-money di 11 miliardi. Il round porta la valutazione post-money a circa 11,7 miliardi e consolida la società milanese tra le aziende tecnologiche private più grandi d’Europa.
Secondo i dettagli riportati da Axios, 270 milioni sono capitale primario destinato alla società. La parte restante riguarda azioni già esistenti e offre liquidità ad alcuni soci.
Investitori e debito per muoversi in fretta
T. Rowe Price ha guidato l’operazione con Baillie Gifford, Cox Enterprises, Durable Capital Partners, Fidelity, Foxhaven Asset Management e Radcliff. L’ingresso di grandi investitori amplia la capacità di Bending Spoons di sostenere acquisizioni complesse.
La società combina capitale proprio e debito per comprare prodotti digitali con basi utenti già ampie. Nel portafoglio sono entrati, tra gli altri, Evernote, Meetup, Brightcove e Vimeo.
Una scaleup costruita sulle acquisizioni
Il modello è diverso da quello della startup SaaS che vende un solo prodotto. Bending Spoons compra aziende, centralizza tecnologia e competenze operative e interviene su prezzi, costi e sviluppo.
La raccolta dà alla società più potenza di fuoco, ma alza anche la soglia dei risultati attesi. Con una valutazione a undici cifre, ogni nuova operazione dovrà dimostrare di creare valore ben oltre la semplice crescita del portafoglio.
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