Nel 2025 startup e scaleup italiane hanno raccolto 1,488 miliardi di euro in capitale di rischio, il 32% in più rispetto al 2024. I dati arrivano dal Venture Capital Barometer di EY, che prende in esame 238 round chiusi nell’anno.
La crescita non è uniforme. Il numero delle operazioni scende rispetto alle 292 dell’anno precedente, mentre il valore medio sale del 62%, da 3,9 a 6,3 milioni di euro. In pratica, circola più capitale ma passa attraverso un numero inferiore di deal.
Cinque operazioni muovono il mercato
Bending Spoons, Exein, AAVantgarde Bio, NanoPhoria e Generative Bionics raccolgono insieme circa 700 milioni. I primi tre nomi superano da soli mezzo miliardo. È il segnale di un mercato capace di sostenere alcune scaleup, ma ancora sottile nella fascia intermedia.
Deep tech, scienze della vita e software raccolgono oltre l’80% del totale. Anche la geografia è concentrata: la Lombardia arriva a 932 milioni e guida nettamente il Paese.
Il confronto europeo resta duro
Il venture capital vale lo 0,07% del PIL italiano. Nello stesso confronto EY indica lo 0,15% per la Germania, lo 0,22% per la Francia e lo 0,16% per la Spagna. Il capitale investito cresce, ma il divario strutturale non si chiude.
La buona notizia è l’aumento dei Series A e B, con questi ultimi in crescita dell’83% su base annua. La prova decisiva sarà capire se il 2025 ha aperto una fase più solida o se i grandi round resteranno episodi isolati.
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