Cubbit ha chiuso un round da 12,5 milioni di dollari, circa 11,6 milioni di euro. LocalGlobe ed ETF Partners hanno co-guidato l’operazione con nuovi investitori e fondi già presenti nel capitale.
La società bolognese sviluppa software per costruire archivi S3 distribuiti su più nodi e località. Il cliente può usare infrastrutture proprie o di partner e mantenere un controllo più diretto sulla posizione dei dati.
Sovranità senza un nuovo data center
Cubbit frammenta e distribuisce i dati tra più risorse, evitando un singolo punto di guasto. La proposta interessa imprese e service provider che vogliono aggiungere resilienza e ridurre la dipendenza dai grandi operatori del cloud.
La società dichiarava più di 350 clienti business e partnership con HPE, Equinix, Exclusive Networks e Leonardo. Il round finanzia soprattutto l’espansione in area DACH, Paesi francofoni e Regno Unito.
Il costo nascosto dei dati
AI, video e sistemi industriali producono volumi crescenti di informazioni. Il problema non è soltanto conservarle: contano costi di uscita, continuità operativa, regole nazionali e consumo di hardware.
Cubbit sostiene che la propria architettura richieda meno risorse rispetto allo storage tradizionale. La validazione più importante arriverà dalla capacità di mantenere quei vantaggi su installazioni molto grandi e in ambienti regolati.
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