AAVantgarde Bio ha chiuso un Series B da 141 milioni di dollari, pari a circa 122 milioni di euro. La biotech, nata come spin-off di Fondazione Telethon e Università di Napoli Federico II, lavora su terapie geniche per malattie retiniche ereditarie.

Schroders Capital ha co-guidato l’operazione con Atlas Venture e Forbion. Nel gruppo dei nuovi investitori entrano Amgen Ventures, CDP Venture Capital, Neva SGR, XGen Venture e altri operatori internazionali.

Due programmi clinici

I capitali finanzieranno lo sviluppo di candidati per la malattia di Stargardt associata al gene ABCA4 e per la sindrome di Usher 1B. Sono patologie rare che possono portare a una progressiva perdita della vista.

La tecnologia di AAVantgarde prova ad affrontare un limite delle piattaforme AAV tradizionali: trasportare geni troppo grandi per un singolo vettore. Il percorso resta quello ad alto rischio tipico delle biotech cliniche, con studi lunghi e passaggi regolatori rigorosi.

Un round internazionale con radici italiane

Il valore dell’operazione supera la sola dimensione finanziaria. Una società costruita attorno a ricerca accademica italiana riesce ad aggregare investitori specializzati statunitensi ed europei senza recidere il legame con il proprio ecosistema di origine.

Il nuovo capitale deve ora tradursi in dati clinici. Nel biotech è questo il passaggio che separa un grande round da un risultato terapeutico concreto.

Fonte consultata

AAVantgarde Bio — comunicato ufficiale

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