ORiS ha raccolto 5 milioni di euro in un pre-seed co-guidato da Earlybird e Pitchdrive. Al round partecipano Galaxia, Vento e Piemonte Next Fund. La società è nata dal Politecnico di Torino e lavora sulla trasmissione di energia attraverso fasci laser.
Il capitale servirà ad ampliare il gruppo di ingegneri, completare sottosistemi critici e preparare un modello di volo. La prima dimostrazione in orbita è prevista nel 2027, una scadenza che obbliga il team a passare rapidamente dal laboratorio a hardware certificabile.
Energia dove i pannelli non bastano
Un satellite produce energia dai pannelli solari e la conserva nelle batterie. Durante un’eclissi o in missioni con consumi variabili, quella riserva può diventare un limite. ORiS vuole trasferire energia da una piattaforma a un’altra senza attracco fisico.
Il progetto richiede precisione di puntamento, controllo termico e standard di sicurezza molto severi. Non è un’infrastruttura pronta alla vendita: il round compra soprattutto prove, componenti e tempo di missione.
Il test vicino alla Terra
La stessa tecnologia viene sperimentata con LOONA, un sistema per ricaricare droni in volo sviluppato nel programma NATO DIANA. È un’applicazione più vicina e permette di verificare trasmissione, inseguimento e continuità energetica prima di portare tutto nello spazio.
Per Andrea Villa e il team, il valore del round dipenderà dalla capacità di trasformare una tesi ambiziosa in una sequenza di dimostrazioni misurabili. Nel deep tech, il prossimo investimento si conquista spesso con il risultato del test precedente.
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